Nato a Milano nel 1933, avvocato civilista.

Dal 1964 collabora come coadiutore dei Commissari nella liquidazione coatta amministrativa della Società Finanziaria Italiana, realtà novarese il cui grave fallimento comportava difficoltà tecniche per la soluzione. E’ quell’esperienza professionale a metterlo in luce nel momento in cui, nel settembre del 1974, il Governatore della Banca d’Italia deve affidare la liquidazione coatta amministrativa di un importante istituto di credito fallito: la Banca Privata Italiana, punto nevralgico dell’impero del finanziere Michele Sindona (oltre 250 società sparse in tutto il mondo, tra cui la Franklin National Bank di New York). Nominato Commissario liquidatore unico della Banca Privata Italiana, Ambrosoli si dedica alla ricostruzione delle operazioni che hanno portato al fallimento, punto di partenza per poter recuperare tutti i beni da liquidare a favore dei creditori della banca e allo Stato. Svela così le operazioni fraudolente che avevano permesso a Sindona e ai suoi complici di appropriarsi dei denari dei depositanti e di utilizzare la banca per vari scopi illeciti. Ambrosoli si scontra non solo con gli interessi di chi aveva guidato l’istituto di credito, ma anche con un sistema di potere che comprendeva esponenti del partito di Governo, di una certa finanza, anche vaticana, della massoneria occulta e della criminalità mafiosa. Nella lettera testamento scritta alla moglie sei mesi dopo aver ricevuto l’incarico, afferma: “È indubbio che, in ogni caso, pagherò a molto caro prezzo l’incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un’occasione unica di fare qualcosa per il paese”. Dopo aver resistito per oltre quattro anni ai tentativi di condizionamento e di corruzione, nonché alle minacce di morte rivolte ad ottenere il suo consenso all’operazione che avrebbe scaricato esclusivamente sullo Stato il costo del fallimento, lasciando indenni i responsabili, viene assassinato il 12 luglio 1979.

Esempio di professionalità, libertà, responsabilità e senso del dovere, nel 1999 viene conferita alla sua memoria, dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, la Medaglia d’Oro al valor civile.